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Il treno dei bambini. L'ultimo saluto, madre

Il viaggio della speranza dei bambini dal Sud al Nord.


Einaudi ha pubblicato questo libro nel 2019 e ha avuto un notevole successo.

Scritto dall'autrice Viola Ardone, nata a Napoli e laureata in lettere, il libro "Il treno dei bambini" , ha spopolato non solo in terra partenopea ma in tutto lo stivale, raccontando una parte di storia spesso non troppo divulgata rispetto alla sua imnportanza.

La storia è ambientata nel 1946, pieno dopoguerra. Le conseguenze devastanti della seconda guerra mondiale per molti erano molto dure e dolorose da sopportare.

La fame era una triste compagna e l'analfabetismo un altro compagno che non aiutava a migliorare o riscattare le condizioni familiari. Si viveva di stenti e ci si arrangiava anche solo rivendendo pezze usate e riaggiustate, raccattate per strada.


Amerigo Speranza è un bambino dei Quartieri spagnoli che vive solo con la madre, la quale gli ha raccontato che il padre è partito con una nave verso l'America e non si sa quando e se mai tornerà. Delle sue tracce però, nessuno sembra sapere niente.

È bambino ingenuo che poco sa del mondo, vive di luoghi comuni e veste sempre scarpe strette rimediate


Mia mamma dice che cammino storto. Non è colpa mia. Sono le scarpe degli altri. Hanno la forma dei piedi che le hanno usate prima di me. Hanno pigliato le abitudini loro, hanno fatto altre strade, altri giochi. E quando arrivano a me, che ne sanno di come cammino io e di dove voglio andare?



La sua vita sta per cambiare e per un bambino che non aveva ancora imparato nemmeno a sognare è una svolta decisiva che lo porterà alla costruzione di un futuro decisamente diverso ma a un costo doloroso.

Amerigo è un bambino vivace e curioso, ma anche molto sensibile e introverso. La sua vita nel Sud è stata segnata solo dalla guerra e dalla povertà e vissuto in condizioni di estrema precarietà. Un giorno la madre lo porta a una iniziativa del Partito Comunista Italiano. Lo scopo dell'iniziativa era quello di offrire ai bambini del Sud, che avevano vissuto la guerra e la povertà, un'opportunità di svago, istruzione e benessere al Nord. Amerigo parte, con gli amici Tommassino e Mariuccia, su un treno diretto a Modena con le scarpe nuove (finalmente) e una mela che gli ricorda la madre lasciata in stazione e la nostalgia della sua terra, e lì il bambino viene ospitato da Derna, una donna sola senza figli.



Inizia la sua nuova vita, all'insegna di scoperte. Insieme a Derna, a crescere Amerigo, c'è la famiglia di sua cugina che è composta da Rosa, un'operaia madre di tre figli, e da suo marito, un sindacalista. Amerigo si trova a vivere in un mondo completamente nuovo, dove le persone e le abitudini sono diverse così come la lingua è tutta diversa.

All'inizio, Amerigo fatica ad adattarsi alla sua nuova vita. Si sente solo e incompreso. Ma, con il tempo, inizia a conoscere la sua nuova famiglia e a farsi degli amici. Inizia anche a scoprire il Nord, con le sue città, le sue montagne e le sue industrie.


Il soggiorno di Amerigo al Nord è un'esperienza che lo cambia profondamente. Impara a conoscere il mondo, a studiare e a confrontarsi con le sue diversità. Impara anche a crescere e a diventare più forte, ad arricchirsi come mai avrebbe potuto fare nel suo ghetto.

Inizia a comprendere le sue predisposizioni per la musica e trema al pensiero di dover tornare al Sud dove non avrebbe più niente. Dove porterebbe di nuovo scarpe usate che gli dolgono i piedi.

Gli verrebbe negato essere un bambino, non potrebbe più sognare, dovrebbe lavorare e aiutare a mantenere la madre e la casa. Ma il soggiorno sta per terminare, e il treno è pronto per riportare tutti a casa.


Il treno dei bambini è un romanzo importante e coinvolgente. È una storia che tocca il cuore, che fa riflettere e che insegna molto sulla storia e sulla società italiana. Sulla solidarietà di cui sono capaci gli italiani soprattutto.

Intanto Amerigo te lo porti dentro anche dopo giorni. Non lo dimentichi più.

Ve lo consiglio, avrete un nuovo amico.


Corsetti Francesca



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