Scopri qual è il genere letterario più adatto al tuo stato d’animo.

Aggiornamento: lug 23


Leggere è terapeutico, meglio se lontano da fattori esterni.

Accostiamo ad ogni stato d’animo il suo book


Quante volte ci siamo sentiti ripetere che un libro non ci è piaciuto perché in quel particolare momento della vita non era adatto a noi? A me lo hanno detto spesso (a volte facendo venire la pelle d’oca ai supporter di un determinato libro), ed ho riscontrato nel tempo la veridicità di quel suggerimento.

Rileggendo lo stesso libro anni dopo, ha assunto tutto un altro valore.

Perché questo accade?

Nei momenti di tristezza o abbattimento ritengo che concentrarsi su un libro dal tenore morbido o sentimentale, può accrescere la tendenza ad uno stato depressivo già in itinere, quindi meglio qualcosa di meno legato al nostro stato emotivo, come un libro d’azione o di spionaggio, libri poco graditi alla critica letteraria, che tende più ad osannare solo i grandi classici.

A mio parere invece, sebbene io sia la prima a mettere sul podio i grandi classici, gli altri libri che appartengono alla categoria di gialli e thriller hanno il pregio di far concentrare il Lettore sui dettagli, stimolando la memoria a ricordare ogni particolare che ritroverà in flashback probabilmente alla fine. Questi libri non sono assolutamente da sottovalutare per il nostro brain training, e sono anche molto affascinanti perché nella maggior parte dei casi ci avvolgono in atmosfere accattivanti con personaggi noir dalle vite nascoste che emergono e ci stupiscono lentamente. Un po' come i vicini di casa che pensavi di conoscere e invece…

Molti medici inoltre, affermano che i libri gialli ad esempio, aguzzano l’ingegno e non dovrebbero essere relegati ad una categoria minore, perché hanno il vantaggio di affinare le capacità intuitive, stimolare la curiosità di chi vuole scoprire quali rivoli intende percorrere la storia, dove andrà a parare l’autore, perché non sempre l’assassino è il maggiordomo come di norma afferma la leggenda e potresti essere tu a scoprirlo prima che lo sveli l'autore.


Tra i più amati tra gli horror/thriller c’è il nostro zio Steve, che non ha rivali da decenni. Chi non ha letto un libro di Stephen King? Chi non conosce la storia di Misery o del Miglio verde?

Nel faticoso mondo degli scrittori, si è affermato negli ultimi anni anche il nostro grande Donato Carrisi, che da Il Suggeritore in poi, ha pubblicato solo grandi successi.

Vogliamo aggiungere un mito come Dan Brown? Piaccia o meno ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e la sua fama con Il Codice da Vinci e Angeli e demoni, precede il mio giudizio.

(vi confesso che il Codice da Vinci l’ho letto 3 volte, ed a mio parere è fenomenale. Robert Langdon impersonato da Tom Hanks nel film poi, lo reputo fenomenale).

I volumi storici sono spesso graditi ai meno giovani che ritrovano fatti, personaggi ed episodi della loro vita pregressa. Ai più giovani probabilmente interessano meno, ma sono comunque quelli che possono essere letti con minore attenzione, perché la trama storica è abbastanza ripetitiva e la si può leggere a spezzoni. Oltretutto approfondire gli eventi storici, aiuta ad illuminare gli oscuri percorsi del passato, varcando spelonche buie che portano alla luce, brillanti verità del nostro trascorso.


Non minore il richiamo ai libri di narrativa specie quella dove il profilo umano è sviluppato.

Oggi sono sempre di più i ragazzi che si avvicinano ai libri di Luis Sepulveda, Ken Follett, Wilbur Smith, anche grazie agli audiolibri che sono molto presenti su Youtube, il canale più frequentato dai giovani.

Il rapporto di coppia o di famiglia spesso viene sviscerato e lì magari il lettore troverà sprazzi della sua stessa vita. Il mondo del lavoro, il mobbing, la crudeltà della vita attuale formata da elementi intoccabili e bistrattabili emerge sempre nelle descrizioni narrative che si riconducono alla vita moderna.



I ragazzi oggi (ma non solo i ragazzi diciamo la verità!) sono molto attratti dai libri di fantascienza.

Potrei citare i più grandi culturi di fantascienza che hanno già letto tutto di Philip K- Dick o di Sagan, o Asimov ma sono sicura che anche loro hanno letto i libri di Tolkien, la più grande scrittrice rivelazione del secolo, e il Signore degli anelli, il caso editoriale del secolo!

Oggi serie tv e saghe librarie sono tra i libri più venduti e ricercati in assoluto dai giovani e dai meno giovani di tutto il mondo. Questo fenomeno a mio parere non mette sul podio la fantascienza come il genere che più si predilige al momento, ma solo determinate opere monumentali e magistralmente scritte hanno avuto il potere di spodestare libri di altri generi. Nell’era tecnologica in ogni caso, questo avvicinamento al fantasy, ci sta tutto, perché oggi guardando al futuro, non sappiamo davvero cosa resterà di fantasia e cosa verrà invece davvero riprodotto nella realtà.



In uno stato di quiete e solitudine il mio consiglio si ferma sui classici, su quel tomo difficile da aprire perché la mole ci spaventa, ed invece con una luce soffusa ed un profumo di tè nella stanza piano piano ci ritroviamo risucchiati dalla storia, e tornare alla realtà mollando il libro ci infastidisce al punto di sbrigarci a concludere gli impegni per rifonderci nelle pagine.

I classici invece, sono un patrimonio intramontabile e sono apprezzati ed amati da molti, soprattutto in età più matura. Essi trasmettono vita vissuta ed insegnamenti sempre attuali anche se appartengono a secoli fa. Per descriverli meglio userei una frase del sommo Calvino che più di ogni altro per me ha saputo rappresentarli:


Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.



Nulla di nuovo sul fronte letterario, ma ciò che vorrei trasmettere è che la società d’oggi è coinvolta quanto quella del passato nel crogiolo delle letture ma è resa meno attraente rispetto al passato dalla superficialità con cui si sceglie di non leggere, o di leggere a random, frastornati dalle notifiche sui social.

Non c’è lettore che in condizioni ottimali, a telefono spento e pc chiuso, non sia attratto da un libro che gli apre un ventaglio di opzioni che magari non conosceva o che conosceva al punto da rendere l’immedesimazione come atto immediato. Ritrovarsi nel protagonista dà sempre al lettore un senso di compiutezza che renderebbe felice in primis l’Autore e poi il lettore stesso.


Se in più fuori è anche una bella giornata, uscite andate a fare una passeggiate e portate il vostro libro preferito con voi, perché i libri possono essere degli ottimi amici nei momenti tristi, ma degli ottimi alleati nei momenti più lieti.





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